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Anch’io sono stata lì
Sono Sabrina, mamma di Gabriele.
Anch’io ho cercato, studiato, provato strade diverse. Anch’io ho voluto capire cosa fosse giusto fare per mio figlio. E per molto tempo ho pensato che amarlo significasse anche questo: non mollare mai. Essere attenta. Prevedere. Cercare. Fare.
Perché da qualche parte dentro di me viveva una paura: “Se non faccio abbastanza io, potrebbe pagarne le conseguenze lui.”
Poi ho iniziato a farmi una domanda diversa. Non più soltanto: “Cosa devo fare?” ma:
“Da dove sto affrontando tutto questo?”
Dalla paura? Dalla rabbia? Dal senso di colpa? Dal bisogno di tenere tutto sotto controllo?
È lì che qualcosa ha iniziato a cambiare. Non ho smesso di occuparmi di Gabriele. Ho iniziato a cambiare il luogo da cui lo facevo.